Se hai aperto le statistiche del tuo sito e ti è venuto un colpo, ti capisco: le visite sono calate. Me lo chiedono in tanti, quasi con le stesse parole: «Domenico, cosa sta succedendo?». Te lo spiego, ma prima ti faccio io una domanda: e le telefonate? I WhatsApp? Le email che ricevi? Quelle sono diminuite o sono aumentate? Perché è lì che si vede se il sito lavora per te, non nelle visite. Sembra un controsenso: meno visite dovrebbero voler dire meno telefonate. Spesso non è così, e ti spiego perché. Se invece sono calate anche le telefonate, allora sì: vuol dire che nelle risposte di Google e di ChatGPT non ci sei, e qualcosa va fatto.
Perché le visite al tuo sito stanno calando
Le visite calano perché oggi, a tante domande, Google risponde da solo. Cerchi «come tolgo le tarme da un tappeto» e in cima trovi già la risposta, scritta dalla sua intelligenza artificiale: la leggi e chiudi, senza aprire nessun sito. Non è una mia impressione. Il Pew Research Center (un istituto di ricerca americano indipendente, che studia come le persone usano internet) ha seguito le ricerche di 900 persone: quando c’è il riassunto dell’AI, si clicca su un sito 8 volte su 100; quando non c’è, 15. Quasi la metà.
Però guarda bene che domande sono. Secondo Ahrefs (un’azienda che fa uno dei programmi più usati al mondo per studiare le ricerche su Google), 99 ricerche su 100 che fanno comparire quel riassunto sono domande da imparare, non da comprare. Chi cerca «lavaggio tappeti Milano» non vuole una lezione: vuole qualcuno da chiamare. E lì la storia cambia.
Cosa è successo a un laboratorio di tappeti che seguo
Te lo faccio vedere con i numeri veri di un mio cliente, Tehran Lavaggio, che lava e restaura tappeti persiani a Milano dal 1992. Lo seguo dal 2016. Quest’anno, da gennaio a ottobre, le visite al sito sono calate del 23%. Se la storia finisse qui, ci sarebbe da preoccuparsi. Ma nello stesso periodo telefonate, messaggi WhatsApp e mail sono aumentati del 10%: da 487 a 534.
Il perché si capisce guardando le pagine una per una:
| Pagina | Visitatori 2025 | Visitatori 2026 |
|---|---|---|
| Lavaggio tappeti a Milano (la pagina del servizio) | 3.933 | 4.107 |
| Guida: come combattere le tarme dei tappeti | 2.901 | 1.564 |
| Guida: come pulire i tappeti, e come non farlo | 431 | 77 |
| Guida: macchie di urina sul tappeto | 306 | 165 |
Visitatori unici dal 1° gennaio al 29 ottobre di ogni anno. Fonte: Fathom Analytics.
Le visite perse sono quasi tutte sulle guide. La pagina del servizio, quella da cui si telefona, ne ha più di prima.
Pensa a chi leggeva la guida sulle tarme: magari aveva un tappetino in bagno e voleva solo sapere che prodotto comprare. Oggi legge la risposta su Google e da Tehran non arriva più. Ma non era un cliente, e non lo sarebbe mai stato. Chi invece ha il persiano della nonna con una macchia di vino cerca «lavaggio tappeti Milano», e quella persona arriva ancora. E chiama. Infatti su 100 persone che aprono il sito di Tehran, nel 2025 ne chiamavano o scrivevano 3; nel 2026 quasi 5.
Non succede a tutti allo stesso modo
Non tutti i siti perdono visite. Ti faccio vedere anche il caso opposto: Bloom Cleaning, un’impresa di pulizie di Milano che seguo dal 2021. Nel 2026 le sue visite da Google sono cresciute del 22% rispetto allo stesso periodo del 2025, e i contatti del 18%.
La differenza sta in cosa c’è sul sito. Il blog di Bloom non è fatto di guide del tipo «come si pulisce un divano»: sono più di 500 lavori veri, ognuno in un quartiere o in un comune, con le foto. Chi cerca «lavaggio divani a Pregnana Milanese» ha il divano macchiato e vuole qualcuno che venga a casa, non una lezione. Ed è proprio il tipo di ricerca che il riassunto dell’AI tocca meno.
Quindi il calo delle visite colpisce le pagine che rispondono a una domanda. E lascia stare quelle che servono a scegliere chi chiamare.
Chi ti trova nella risposta è già mezzo cliente
Chi arriva da te dopo averti letto in una risposta di ChatGPT o di Google non è un curioso. Ha già fatto la sua domanda, ha già letto il confronto e si è sentito dire il tuo nome. È come quando un amico ti dice «per i tappeti vai da quello lì, è bravo»: quando entri nel negozio non stai più cercando, hai quasi deciso. Metà del lavoro l’ha già fatta la risposta.
Succede davvero. Se oggi chiedi a Google quali sono i centri di lavaggio tappeti a Milano, la risposta scritta dall’AI cita per primo Tehran Lavaggio. Se chiedi a ChatGPT dove far riparare un persiano antico, lo mette al primo posto e spiega anche perché: laboratorio proprio, maestri artigiani persiani, riparazioni complesse.
Pensa a cosa fa chi legge quella risposta: vede il nome, vede 4,9 stelle e chiama. Magari il sito non lo apre nemmeno: nelle visite non lascia nessuna traccia, nelle telefonate sì. E se il sito lo apre, ci arriva con le idee già chiare. Per questo, a parità di visite, chiama di più.
E i numeri di Tehran lo fanno vedere bene. In 16 mesi, da giugno 2025 a ottobre 2026, le persone arrivate sul sito da ChatGPT sono state 59: poche, rispetto alle quasi 19.000 visite totali. Ma da quelle 59 visite sono partiti 25 contatti, quasi tutti messaggi WhatsApp. Vuol dire più di 40 contatti ogni 100 visite, quando la media del sito è di 4. Sono numeri piccoli, e cresceranno, ma la differenza è di dieci volte: chi arriva da ChatGPT non viene a curiosare: viene per scrivere o per telefonare.
Anche gli studi vanno in questa direzione: chi arriva da un assistente AI diventa cliente più spesso di chi arriva da una ricerca normale. Quanto più spesso, però, cambia molto da uno studio all’altro, e uno studio di BrightEdge (un’altra azienda americana che fa programmi per la SEO) dice addirittura il contrario. La direzione si vede, la misura esatta no: per questo il numero da guardare è quello dei tuoi contatti.
Cosa guardare sul tuo sito, prima di preoccuparti
Se il tuo sito ha meno visite di un anno fa, prima di preoccuparti guarda tre cose.
- Le telefonate, non le visite. Telefonate, WhatsApp, moduli: se non li stai contando, è il primo lavoro da fare. Senza quel numero non sai se il sito sta lavorando o no.
- Quali pagine hanno perso visite. Se sono le guide e gli articoli «come fare», è il riassunto dell’AI, e non è un dramma. Se è la pagina del tuo servizio, allora c’è un problema vero e va cercato.
- Se il tuo nome compare nelle risposte. Prova adesso: chiedi a Google e a ChatGPT chi consigliano per il tuo lavoro, nella tua città. Se il tuo nome non c’è, lì c’è lavoro da fare.
Se vuoi capire cosa sta succedendo al tuo, mandami l’indirizzo del sito e dimmi da quando vedi calare le visite. Guardo le pagine e, se le hai, le statistiche dei contatti, e ti dico se è il riassunto dell’AI o un problema da sistemare.
Il caso completo di Tehran Lavaggio, con tutti i numeri, è qui: Tehran Lavaggio, il caso.
Fonti
- Pew Research Center, 22 luglio 2025: clic sui risultati nell’8% delle visite con riassunto AI, 15% senza (900 adulti negli Stati Uniti, ricerche di marzo 2025). Ripreso da Search Engine Roundtable e TechSpot.
- Ahrefs, aggiornamento di febbraio 2026: −58% di CTR per il primo risultato sulle ricerche con AI Overview; il 99,2% delle ricerche con AI Overview sono informative. Ahrefs.
- Tehran Lavaggio, visite con sorgente chatgpt.com (UTM) e contatti dalle stesse visite, 10 giugno 2025 – 10 ottobre 2026: Fathom Analytics.
- Ahrefs, giugno 2025: i visitatori arrivati dagli assistenti AI erano lo 0,5% del traffico e il 12,1% delle iscrizioni. Ripreso da PPC Land.
- BrightEdge, settembre 2025: i canali tradizionali convertono meglio della ricerca AI, usata soprattutto per informarsi. Rapporto BrightEdge.
- Tehran Lavaggio e Bloom Cleaning: Fathom Analytics dei due siti, dati estratti il 29 ottobre 2026 e pubblicati con il consenso dei titolari.